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03 agosto Diventare grandi Si, con queste poche righe voglio parlare proprio a te, a te che pensi di vivere la vita in pieno, a te che usi la scusa dell'età per giustificare i tuoi errori, a te che intendi la libertà come possibilità di fare quello che vuoi senza dover dare conto a nessuno. Si, non mi sbaglio, sei proprio tu. Tu che vuoi diventare grande, che vuoi fare cose da grandi, che credi che fumare una sigaretta o una canna ti fa sembrare grande, che credi che fare sesso è una cosa che ti fa diventare grande ed esperto della vita, che credi che la scuola è una perdita di tempo obbligatoria, che ti accontenti di passare l'anno con una media sufficiente e che in classe pensi solo a come fregare il professore o ad organizzare il resto della giornata ed il weekend perchè...sei grande. Si, queste righe sono dedicate proprio a te. E anche a te, universitario che si porta avanti gli esami perchè non hai tempo per studiare (anche se è più la voglia che manca), o che non va più in Chiesa perchè il sabato sera è l'unico momento in cui puoi uscire o lavorare e quindi ti ritiri tardi e la domenica mattina ti sveglia all'ora di pranzo, o che non vuoi sposarti perchè aspetti che la tua vita si sistemi per bene con un lavoro stabile e una casa, mentre poi arrivi a 40 anni e sei ancora a carico dei tuoi genitori. Ora potresti dire: ma a me che importa di tutto questo? Bè, se ancora non lo hai capito, i messaggi sono essenzialmente due.Roberto è un bambino di appena 9 mesi. E' calmo, e solo a guardarlo, paffuto com'è, ti mette allegria e ti viene voglia di prenderlo in braccio per ricevere da lui un sorriso puro, carico di quel candore che solo una creaturina così fragile può darti. Ora vive in una casa famiglia, la mamma se n'è andata senza nemmeno salutarlo ed i tribunali si attardano nel dare il via libera per l'adozione o l'affido familiare. La mamma, 19 anni, non sposata, residente nella casa, se così si può chiamare, della famiglia del compagno, una ragazzo che non riesce a mantenere un lavoro per più di una settimana, era già madre di una bambina, toltale anch'essa dal tribunale. Clara è una bambina di 5 anni, ma fisicamente ne dimostra almeno 10. Fino a due anni fa non parlava per niente, non era stata abituata a farlo, nessuno glielo aveva insegnato, la famiglia non poteva mantenerla a dovere e darle una istruzione, seppur basilare. Insieme al fratello maggiore è stato accolto in una casa famiglia e poi, separatamente, in famiglie affidatarie. Da due anni va da una logopedista e sta cominciando a parlare e a formulare frasi. Ogni giorno deve imparare una parola nuova, e che bello mettersi accanto a lei e cercare di aiutarla fino a quando lei non riesce, con soddisfazione, a pronunciarla. Giorgio ha poco più di 30 anni, la mattina lavora nelle scuole come assistente per i ragazzi disabili, il pomeriggio come educatore in una casa famiglia. E' molto bravo nel suo lavoro, ed è un pozzo di risate. Sa imitare tutti, perchè sa cogliere il difetto che caratterizza la persona che ha dinanzi, e ci fa fare un sacco di risate. E' sposato ed ha una figlia. E' felice. Ma da ragazzo era portato per l'arte e dopo il liceo cominciò a studiare arte. Ma interruppe gli studi, forse senza sapere nemmeno lui perchè. Ora è felice lo stesso, ma rimpiange di non aver continuato a studiare, e anche se la volontà è grande, la possibilità non c'è. Nicola, sposato felicemente da 25 anni e padre di 4 figli è il migliore nel suo lavoro, e pochi hanno la sua esperienza e la sua bravura per rimpiazzarlo. Ma oltre non può andare, e, nonostante sia felice, ora rimpiange di essersi fermato al diploma, e nonostante il desiderio di intraprendere gli studi, non ha tempo per farlo. 1. Pensa alla tua vita, rifletti su quello che fai, non vivere lasciandoti trascinare dalla paura di somigliare agli altri, e non fare le cose, tutte le cose, usando il divertimento come unica ragione. Che ne sai tu della vita? Ogni scelta che fai oggi, giusta o sbagliata che sia, ha una conseguenza, e, cosa molto più grave, la maggior parte delle conseguenze le subiscono gli altri, a partire dai bambini che un giorno avrai. Crescere significa trovare il senso della propria vita, affrontare tutto con responsabilità e rendere gli altri responsabili. Non rendere un incubo la tua vita, e soprattutto non rendere un incubo la vita degli altri. Sii felice, e rendi gli altri tali. 2. Ogni minuto che passa, nel momento in cui è passato, non tornerà mai più. Non sprecare nessun attimo della tua vita, gusta ogni piccola cosa, cerca sempre il più intimo significato di ogni azione, di ogni avvenimento. Impegnati al massimo in tutto, ogni mattone che posi oggi diventa la base del tuo domani. Ogni uomo raccoglie ciò che semina. Se hai un sogno coltivalo, ed impegnati per realizzarlo. Che tu non abbia a pentirtene quando "sarai grande", perchè indietro non potrai più tornare. Sei prezioso, la tua vita è preziosa. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Dai il massimo di te stesso in ogni occasione. E un giorno la tua felicità sarà completa. Non accontentarti di una vita mediocre. Dio ti ha fatto un gran dono, la VITA, ma si aspetta che sia tu a viverla in pieno. Le difficoltà non mancheranno, e gran parte di esse sarà Dio stesso a mandartele, perchè vuole vedere di che pasta sei fatto e vuole testare quanto sei in grado di riconoscere che se non ti affidi a Lui non potrai far nulla e non potrai mai essere felice. Lui ti vuole bene, e anche io. Lui crede in te, e anche io. Non deluderlo, non deludermi. 23 maggio La morte. Il padre. Il figlio." Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? " (1 Cor. 15,55) Perchè apro il discorso con questa frase? Bè...capirete ben presto. Per chi non lo avesse ancora saputo, sono stato ricoverato qualche giorno per una presunta appendicite. Fortunatamente i medici hanno fatto rientrare l'infiammazione e non hanno dovuto operare! Sono stato quattro giorni in ospedale. Bene...la notte del primo giorno portarono un signore di 93 anni che sava soffrendo molto. Non so di cosa soffriva, ma soffriva. Tutta la notte è stato a lamentarsi, e anche tutto il giorno dopo. Con lui era presente il figlio, che poteva avere una 70ina d'anni. E' stato a vegliare tutta la notte e tutto il giorno seguente, e a disposizione aveva solo una sedia. Per un uomo di quell età è una gran cosa...ma la forza che lo sorreggeva era una: lì c'era il papà. Durante il giorno successivo il vechio ammalato è stato sistemato meglio dagli infermieri: lo hanno pulito, gli hanno dato un materasso particolare che si adattava delicatamente al corpo, lo hanno nutrito con le flebo e messo sotto il controllo dei macchinari. Si è calmato, e i versi di lamento che avevano caratterizzato la notte precedente sono cominciati a scemare. Passa velocemente la giornata, e non sfugge ai visitatori la sofferenza di quest'uomo. "Meglio la morte che la sofferenza", invocavano, e devo dire che non mi sono tirato indietro nell'associarmi a questo pensiero. Ma ho lasciato che Dio stabilisse il tutto, non spetta a me decidere, giudicare...non spetta a me sapere cosa passa per quella testa appesantita dal dolore. Ma ho pregato per lui, per la sofferenza, per il sollievo. Era passata già la mezzanotte e mezza, quando il figlio dell'ammalato mi chiama e mi domanda: "è morto?". Non volevo dargli io il responso, e allora premo subito il bottone rosso per chiamare gli infermieri. Mi avvicino al letto...era morto. Immobile. Senza respiro, statuario. Anche se non hai mai visto nessuno morire, riconosci subito la morte. Silenziosa, si avvicina quatta quatta senza che te ne accorgi, e in meno della metà di una frazione di millesimo di secondo il tuo corpo cessa di vivere. Quanto pagherebbe l'uomo per immortalare quel momento!! Ma ogni uomo che è e che sarà lo potrà vivere gratuitamente, non servono i soldi per morire. Arrivano gli infermieri e non fanno altro che confermare quanto ormai già tutti sapevamo. Ma per il figlio di quel padre non era finita lì. Si avvicinava, lo scuoteva, e poi si allontanava. Non aveva ancora la forza di piangere, ma era sostenuto dalla debolezza dello sperare. E ancora provava a scuoterlo, ma poi si allontanava. E ancora ci riprovava. Nulla. Immobile. Impassibile ad ogni stimolo. Ed io lì, in piedi ai piedi di quel letto sul quale giaceva un corpo morto. Non cercavo parole da dire al quel figlio, non ne avevo. Solo il silenzio, accompagnato dalle voce degli infermieri che decidevano sul da farsi. Poi l'arrivo del dottore, l'ufficializzazione del decesso, l'arrivo degli altri parenti, il trasporto nella camera mortuaria. Il silenzio, ancora una volta. Passano pochi minuti e rivedo il figlio. Avava accompagnato il corpo esanime alla camera mortuaria, e stava lasciando il reparto. Era abracciato dalla nipote. Piangeva. Aveva capito. Era morto il padre. Quanto mi è difficile scrivere tutto questo. Non riesco a togliermi dalla mente quello sguardo coperto da una patina di lacrime. Era morto il padre. Il papà. Passano gli anni, diventi grande, diventi anche tu papà, zio, nonno. Cresci fisicamente ed intellettualmente, e certe cose impari a gestirle in modo diverso. Anche il dolore ti diventa amico quando non puoi più evitarlo. Anche la morte degli amici riesci a guardare negli occhi. Ma lì c'era un figlio con il suo papà. Davanti al papà si è sempre piccoli. Al papà non si alza la voce. Al papà non si manca di rispetto. Al papà ci si ispira per diventare come lui. Al papà si guarda come quella figura stabile ed immutabile che ha sorretto il pilastro della tua vita. Il papà è sempre il papà. Come la mamma è sempre la mamma. Un uomo di 70 anni che piange per il suo papà. Un bambino che non sa cosa dire davanti al dolore. Ci aveva raccontato che il giorno prima gli aveva tirato uno schiaffo perchè aveva cercato di dargli da mangiare una cosa che non voleva. Ci pensate...un uomo di 70 anni che riceveva uno schiaffo dal papà di 93 anni. Una scena che a tratti può far ridere, ma dopo quelle lacrime fa pensare. Non importa quanti schiaffi ricevi da tuo padre. E' tuo padre. Bà...
Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l'occasione di oggi; così la vita se ne va nell'attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace. (Epicuro) 15 maggio True love
Ecco...cercate di guardare con me quegli occhi ormai scolpiti nella mia memoria. Che colpo che ho ricevuto! Quello sguardo pieno di amore e di riconoscenza mi ha trafitto. Era come vedere un corpo riprendere vita, riacquistare quanto aveva perduto di così importante! Sono rimasto scosso ed imbarazzato da quegli occhi che continuavano a fissarmi, così lucidi e carichi di un qualcosa che se non chiamo amore non so come definire! Eppure non ci avevo mai fatto caso prima. Da otto anni mi capita una situazione analoga con mia madre e non misono mai soffermato a rifletterci su. Forse perchè capitava a mia madre, ed era del tutto normale per me assentarmi per lunghi periodi di tempo e poi tornare a casa. Vedere dall'esterno mi ha fatto così tornare indietro con la certezza di essere stato già oggetto di quello sguardo, ed ora l'avevo incontrato di nuovo. Era l'amore di una mamma verso il figlio, l'amore puro ed incondizionato, l'amore che non ha bisogno di spiegazione o di compromessi, l'amore che ti avvolge e ti riscalda quando tu hai freddo e non hai il coraggio di chiedere di che riscaldarti. Grazie mamma, grazie mamme! E quanto mi fa rabbia pensare a quante volte si abusa di questo termine senza conoscerlo! Quante volte si confonde con tutt'altro! Quante volte si spreca in una manciata di minuti! Qaunte volte lo abbiamo ricoperto di parole sdolcinate che promettevano eternità e stabilità! Ma voglio essere sincero fino in fondo, e dirvi che l'amore l'ho trovato anche altrove. Ed è un amore molto più grande. Se quello degli uomini è un amore fragile, fatto di poche certezze e di molti sentimenti, io ho sperimentato l'amore di Dio. Una fantasia? No, la consapevolezza di ricevere da Lui, sempre, una seconda chance, una terza, una quarta, una quinta e così via...! Si chiama perdono...ma quello serio! Tante volte, parlando con familiari ed amici, ho visto porre dei limiti a questo perdono. Limiti brutti, muri veri e propri, alti ed invalicabili, costruiti con rabbia e orgoglio. Come il dare ad una persona un certo numero di possibilità di recuperare, poi il taglio brutale del rapporto. Come lo sbattere la porta in faccia a chi vuole chiederti scusa. Come il non guardare più negli occhi, anzi, il non avvicinarsi nemmeno a qualcuno per un torto subito, etichettandolo come un "bastardo", un "traditore", un "falso", un "opportunista". No, così è troppo brutto, perchè il mondo non ha più speranza di essere unito, ed ogni uomo, cambiando l'espressione di John Donne, è un'isola che pensa solo a se stessa, magari formado un arcipelago con altre persone, ma sempre delimitando il suo territorio e lasciando intorno a sè uno spazio di mare sufficiente per allontanare chi vi sta intorno. Dio non dà questo. Dio offre un'altra opportunità a chiunque è stanco di non saper cambiare, a chiunque gli chieda aiuto, a chiunque ha perduto la speranza. Dio solleva, conforta, accompagna, sostiene. Perdona, non a parole, ma a fatti. Potrai tradirlo miliardi di volte, ma se il tuo cuore chiede sinceramente perdono, lui non saprà dire di no. Perchp il suo è un amore che ingloba, che non pone limiti, ma che ti avvogle e si sacrifica per te. Ogni giorno lo sto capendo e sperimentando, ed ogni giorno rimango stupito e impotente davanti a questa grandezza di cui l'amore umano, anche quello della mamma, non è che un riflesso. Ops...forse sono stato troppo lungo...scusate! 29 settembre ...per sapere chi siamo...Salmo 138 (139) Signore, tu mi scruti e mi conosci, Per i commenti: qual'è la parola o la frase che ti ha colpito di più? Mettiamo in gioco il nostro cuore, perchè insieme è più bello e più facile camminare con Dio e verso Dio! 24 settembre Amami come sei
Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "Dammi il tuo cuore, amami come sei..." Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei.., Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia. Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare! Ma ricordati, amami come sei! Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai...Va! |
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